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MICROPLASTICHE

Le microplastiche sono frammenti di forma indefinita (fibre, sferoidi, granuli, pellets ecc) e possono essere miscele eterogenee di diversi materiali.
In letteratura vi sono diversi studi al riguardo che dimostrano come l’inquinamento da parte delle microplastiche ha raggiunto la catena alimentare, interessando non solo la fauna marina, ma anche alimenti come il sale marino, la birra ed il miele.
Da una ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Science and Technology, frutto di un’elaborazione dei dati di 26 studi che misuravano la quantità di microplastiche in pesci, crostacei, zucchero, sale, birra, acqua e altre matrici, si evince che l’uomo sarebbe esposto a un quantitativo di microplastiche di circa 50.000 l’anno derivate dalla dieta. Se si considerano quelle introdotte respirando, si arriverebbe a un consumo stimato tra 70.000 e 121.000 particelle l’anno1. Questi numeri destano preoccupazione tra la comunità scientifica e si figurano come un segnale di allarme soprattutto perché ad oggi non è chiara la tossicità delle microplastiche né il percorso seguito nell’organismo dopo la loro ingestione2.

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Ultimo aggiornamento: 27/08/2019 10:55:48

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