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Analisi Microscopiche

FILTH TEST

L’analisi del light filth test consente di rilevare le impurità solide leggere di natura minerale, vegetale o animale e dà informazioni su condizioni e modalità di preparazione, conservazione e distribuzione.
L’analisi è applicabile a cereali e derivati (farine, paste e prodotti da forno), vegetali freschi e conservati, spezie, caffè, cacao, latte e derivati e funghi.

Tipologie

Quest’analisi consente di rilevare e conteggiare:

  • Frammenti d’insetto o insetti interi
  • Peli di roditore o di altri mammiferi
  • Penne
  • Acari
  • Particelle carboniose
  • Fibre naturali e sintetiche

Tecniche analitiche

I metodi applicabili dal laboratorio sono:

  • Decreto ministeriale del 12.01.99, metodo ufficiale di analisi dei cereali. Gazzetta Ufficiale – Determinazione delle impurità solide (filth test) negli sfarinati e nei prodotti di trasformazione.
  • Metodi di analisi ufficiali AOAC international
  • Metodo ISO 11050, farina di frumento e semola di grano duro. Determinazione delle impurità di origine animale.

Riconoscimenti

Le procedure analitiche sono accreditate dall’Ente ACCREDIA in accordo alla norma internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005.

I test specifici accreditati sono:

  • Light filth test su pasta, metodo AOAC 969.41 ed 18/2005
  • Light filth test su farina bianca, metodo AOAC 972.32 e 18/2005
  • Light filth test su pane e prodotti ad alto contenuto di grassi, metodo AOAC 970.70 ed 18/2005
  • Light filth test su farina bianca e grano duro, metodo ISO 11050:1993
  • Filth test su chicci di caffè, FDA – Technical Bulletin n°5 capitolo V-1A escluso- Paragrafo (4.e)

La partecipazione sistematica a Proficiency Test organizzati da BIPEA fornisce l’evidenza esterna della performance dei metodi di prova applicati.
Sono disponibili i risultati relativi ai Proficiency Test eseguiti nell’ultimo anno. Per richiedere i risultati degli ultimi Proficiency Tests contattare la funzione Assicurazione Qualità.

Riferimenti Normativi

Legge ordinaria del Parlamento n° 283 del 30/04/1962 Modifica degli artt. 242, 243, 247, 250 e 262 del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265: Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. Art.5

Sviluppi

Prove su nuovi metodi AOAC per ampliare il numero di matrici analizzabili.

DETERMINAZIONE DEI COSTITUENTI DI ORIGINE ANIMALE

Seguendo il regolamento UE n° 51 / 2013 la ricerca dei costituenti di origine animale prevede l’individuazione e il riconoscimento di tali costituenti  al microscopio ottico (analisi semi-quantitativa).

  • Accreditamento per mangimi e materie prime
  • Partecipazione a Ring Test organizzati da Creea

RICONOSCIMENTO DEI CORPI ESTRANEI

Osservazione del campione in esame a vari ingrandimenti allo stereoscopio e microscopio.
Utilizzo di reattivi e/o coloranti al fine di stabilire la natura dell’oggetto.

MICROPLASTICHE

Le microplastiche sono frammenti di forma indefinita (fibre, sferoidi, granuli, pellets ecc) e possono essere miscele eterogenee di diversi materiali.
In letteratura vi sono diversi studi al riguardo che dimostrano come l’inquinamento da parte delle microplastiche ha raggiunto la catena alimentare, interessando non solo la fauna marina, ma anche alimenti come il sale marino, la birra ed il miele.
Da una ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Science and Technology, frutto di un’elaborazione dei dati di 26 studi che misuravano la quantità di microplastiche in pesci, crostacei, zucchero, sale, birra, acqua e altre matrici, si evince che l’uomo sarebbe esposto a un quantitativo di microplastiche di circa 50.000 particelle l’anno derivate dalla dieta. Se si considerano quelle introdotte respirando, si arriverebbe a un numero stimato tra 70.000 e 121.000 particelle l’anno1. Questi numeri destano preoccupazione tra la comunità scientifica e si figurano come un segnale di allarme soprattutto perché ad oggi non è chiara la tossicità delle microplastiche né il percorso seguito nell’organismo dopo la loro ingestione2.

Neotron

La nostra proposta analitica attuale ingloba diverse matrici tra cui acqua, sale, zucchero, miele e birra. Considerando la rilevanza dell’argomento contiamo in futuro di effettuare la prova su matrici come latte, tonno, molluschi, ecc.
Il nostro metodo basato sulla colorazione selettiva con colorante fluorescente specifico ci permette di isolare, misurare e conteggiare le microplastiche di dimensioni superiori a 8-10 micron. I frammenti vengono isolati per filtrazione con successiva osservazione allo stereo microscopio a fluorescenza che consente di misurare e conteggiare le microplastiche eventualmente presenti. Parallelamente viene condotta una prova ‘bianco’ dei materiali utilizzati per evitare la sovrastima dei frammenti per inquinamento. Le fotografie dei frammenti rilevati possono essere messe a disposizione del cliente.
Allo stato attuale non esistono standard di riferimento per la valutazione dei valori riscontrati; si suggerisce pertanto un approccio per confronto.

1 Human Consumption of Microplastics, Environ. Sci. Technol .2019, 53, 12, 7068-7074
2 Microplastiche e nanoplastiche negli alimenti: una questione emergente, intervista di Dr. Peter Hollman, EFSA.

Ultimo aggiornamento: 11/07/2019 17:04:46